IVAN SEGRETO, MARIO VENUTI E ROBERTO PISTOLESI INCANTANO SCIACCA

 di Accursio Soldano 


Settecento persone hanno assistito ieri sera al concerto di Ivan Segreto, Mario Venuti e Roberto Pistolesi. Il teatro Samonà di Sciacca gremito in ogni ordine di posti ha registrato un sold out sicuramente prevedibile vista la caratura e la bravura dei musicisti sul palco.



Un concerto che vorrei definire “d'altri tempi” senza ballerini in costume da bagno che fanno da coreografia a testi insulsi, lustrini e paillettes per mascherare autotune e stonature varie con tre musicisti senza tatuaggi da mostrare, senza alibi da accampare ma solo maestria, un ottimo sound, empatia con il pubblico e un messaggio da dare con le proprie canzoni. E magari anche con quelle degli altri (bella la versione samba di “Ma che freddo fa” di Nada e la sempreverde “Volare”).

 

Un concerto “sospeso” a mezz'aria così come solo Ivan Segreto riesce a fare giocando con le note del pianoforte e con la sua voce che si intona perfettamente al testo e cambia umore e registro di pari passo con la delicatezza con cui Roberto Pistolesi tocca i vari punti della sua batteria. Non vorrei fare un paragone azzardato e irriverente, ma a tratti, il toccare leggero di Pistolesi mi ha ricordato Adrian Huge.

 



Ivan Segreto non ha solamente cantato i suoi cavalli di battaglia (da “Vola” che molti ricordano presentata a Sanremo a “Con un gesto” fino a “Porta vagnu”) ma ha spaziato nella sua vasta produzione proponendo arrangiamenti nuovi e lo stesso ha fatto un Mario Venuti in ottima forma che ha cantato i suoi successi e duettato con Ivan Segreto in alcuni memorabili passaggi del concerto arricchito da spiccati accenni brasileiri molto apprezzati dal pubblico.

 

Pubblico che ha mostrato di divertirsi grazie ad un concerto fatto da musicisti veri, che sanno suonare e che fanno fare pace con la musica, quella vera, quella sana, quella bella.

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