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L’astuto Oudís si confonde ovvero La scelta di Penelope

  di Bruno Pompili Sidney Meteyard, Penelope on her loom Gli anni della solitudine non si raccontano, ovvero bastano poche parole; se si volessero chiarire i segreti, allora non basterebbero. Penelope non poteva nascondere i suoi fatti, ma le parole almeno se le vietò; così preservò molto della sua vita e della sua storia. La solitudine offre il vantaggio del tanto tempo a disposizione. E il tempo consente di immaginare o ricostruire anche ciò che direttamente non ci appartiene. Per un tempo Penelope si trovò disorientata; non tornavano i conti dentro le notizie, non tornava neppure Oudís. I messaggi erano rari, e le novità arrivavano attraverso quelli, o con qualche illusione a voce, a volte luttuose, a volte fuorvianti, o anche insensate, intrise di storie fantasiose che si ampliano con altre, aggiunte lungo il percorso: se il messaggero era bravo, e in giusta parte disonesto, cioè senza volontà di mentire ma con il piacere di sentirsi importante, ascoltato con avidit...

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