«La donna muore»: Aoko Matsuda scardina i cliché sessisti della narrazione
di Manuela Marchitelli “La donna muore. Muore per creare un colpo di scena. Muore per far evolvere la storia. Muore per generare catarsi. Muore perché non si trovano altre soluzioni.” In questo graffiante incipit del racconto La donna muore – che dà il titolo alla raccolta tradotta in italiano e pubblicata a febbraio di quest’anno da Edizioni E/O – Aoko Matsuda sculaccia il sessismo degli espedienti narrativi nel cinema con mano schietta e ironica, e smaschera le sceneggiature in cui il protagonista compie il proprio destino eroico solo dopo la violenta perdita della compagna. Uno schema talmente consolidato da passare inosservato. Eppure, l’autrice giapponese lo mette a nudo con la leggerezza di una penna umoristica e verace. Cinquantatré racconti spiazzanti, in cui il lettore viene posto, con garbo divertito, di fronte allo spettacolo di una società in cui le distinzioni di genere sono radicate, mimetiche e accettate. Pagine che mettono in discussione le etichette che hanno supe...

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