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MICHAEL - LA RECENSIONE

di Accursio Soldano Ero su un tram a Roma e un tizio in piedi accanto a me aveva in mano un LP, era “Off the wall” di Michael Jackson, guardava la copertina e parlando con un suo amico diceva “questo è il migliore di tutti”. Devo ammetterlo, non avevo molta fiducia in Jackson e nel 1979 il mio genere preferito non era quello, io avevo i miei The Clash, quel capolavoro di “London Calling” e non badavo tanto a cantanti ballerini. Ovviamente i dubbi durarono il tempo di ascoltare “Don”t stop til you get enough”. Ma andiamo al film e partiamo dal regista. Chi conosce i film di Antoine Fuqua sa benissimo che il ritmo è il suo marchio distintivo, da “Training Day” in poi è tutto un susseguirsi di ritmo, non ci si annoia mai. Quindi se associamo il regista alla più grande icona pop della storia che ha impersonato il ritmo, reinventato il ballo, riscritto la storia della musica, non può che venirne fuori un bel film. Ma attenzione, qui non si parla di un musicista qualsiasi che sale sul palco ...

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