DIGGER. CRONACA TRAGICOMICA DI UN DISASTRO

 di Accursio Soldano 




Credo sia abbastanza ovvio che “Digger” il nuovo film del regista messicano Alejandro Inarritu, già vincitore di cinque premi Oscar con “Birdman” e “Revenant” non piaccia agli americani e ai sostenitori della destra, così come non piace ai terrapiattisti e a quelli che dicono che siccome nei caraibi le tempeste ci sono sempre state e la gente è ancora lì, se arrivano anche in Europa o meglio ancora in Italia, non morirà nessuno e ci abitueremo al cambiamento.

Al cambiamento causato da chi? Nel nostro caso da un magnate americano, Digger Rockwell che sta trivellando pozzi di petrolio in Alaska e Groenlandia grazie ad un accordo stipulato con il Presidente degli Stati Uniti. Il problema è che, a causa di un imprevisto, unna esplosione sottomarina fa staccare un grosso iceberg grande quando una nazione, e a causa delle correnti marine si sta avvicinando alla Norvegia, dove con l’impatto nelle coste causerà un maremoto con conseguenze disastrose per tutta l’Europa? Cosa fare? Avvertire tutti o insabbiare la notizia sperando che l’Iceberg si sciolga? Magnate e Presidente decidono che è meglio non dire niente e sperare che il ghiacciaio vada alla deriva senza conseguenze. Intanto decidono di mettere al bando alcune parole che possano far venire in mente la questione col divieto assoluto di usarle su tutti i mezzi di informazione e in pieno delirio stile Dottor Stranamore suggeriscono di bombardare la Cina o dare la colpa alla Russia.

Che sia una denuncia contro Elon Musk (il magnate) e Donald Trump (il presidente) è lapalissiano, che sia una denuncia contro il capitalismo e le grandi aziende che mettono il profitto davanti la sicurezza è ovvio, che viviamo in un’epoca in cui pochi controllano le “informazioni” che passano sul web è altrettanto lampante. I riferimenti alla Groenlandia, Alaska e Norvegia poi tolgono ogni dubbio sui riferimenti attuali.

Ma è veramente così? Oppure è solo una messa in scena? Bè, bisognerà aspettare la fine del film per capirlo.

In ogni caso, Inarritu dimostra ancora una volta la sua grande maestria dietro la macchina da presa e Tom Cruise (che qui recita un doppio ruolo) è una vera sorpresa. Non aspettatevi un film gradevole e rilassante, anzi, in alcuni momenti è fastidioso, ma se non altro, alla fine, se siete riusciti a resistere al vociare di Digger, avrete un argomento su cui riflettere.

 

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