Le Anime della Chitarra nella danza di Poetico-rivoluzionario
di Ornella Altavilla
Poetico Rivoluzionario è il nome dello spettacolo che prende forma sul palco del teatro di Fiorenzuola all'interno della collaborazione con il Festival Le Anime della Chitarra, una rassegna notoriamente articolata in lezioni, concerti, masterclass e incontri dedicati allo strumento a sei corde, da solista o in piccole formazioni. Le incursioni in altri mondi artistici sono, tuttavia, caratteristica del Festival da sempre, un ingrediente che anche nelle precedenti edizioni, ha testimoniato uno sguardo ampio e una postura mentale aperta e in dialogo con le arti e le manifestazioni del sé in generale.
Il filo rosso che lega assieme poesia, rivoluzione e chitarra appartiene a un gomitolo invisibile che si dipana lentamente sul palco svelando la sua presenza in maniera discreta lungo tutta la durata dello spettacolo. Tre temi, tre concetti ma anche tre strumenti a cui se ne aggiunge un quarto, la danza che, di poetico-rivoluzionario, è protagonista, vettore di significato e di senso per la costruzione di una performance multiforme in cui si incontrano musica, movimento, testi recitati e suggestioni filosofiche in uno spettacolo che è prima di tutto musicale e coreutico ma che si sviluppa in profondità in una rappresentazione poetica e in un moto rivoluzionario.
L'idea simbolica della rivoluzione è indispensabile per lo spettacolo e per il Festival che, nel poetico e nel rivoluzionario, trova risonanza e diventa concreto.
Gli interpreti sono due danzatori, Davide Sabatino e Alessandra Pomata, e l' Ensemble Passacaglia: Francesca Bertolani al flauto, Enrico Cocco al violoncello, Giovanni Baffi alle percussioni e l' immancabile chitarra di Vincenzo Torricella che, per l'occasione, suona anche una chitarra elettrica e un arciliuto.
Anche nella scelta delle musiche l' Ensemble non sceglie un'unica direzione ma procede con intenzione eclettica e propone Faurè, Piazzolla, Machado e brani originali di Vincenzo Torricella confezionando una performance in cui ogni aspetto è apparentemente staccato dal tutto ma ricondotto a unità nel momento esatto in cui viene realizzato. Nella struttura così costruita poesia e rivoluzione sono sorelle generate dalla danza in cui i corpi si intrecciano su se stessi, gli aforismi li contorcono, le musiche li piegano, le riflessioni li sollevano. Il movimento è generato dalla musica e dalla poesia diventando esso stesso poesia accanto alle parole organizzate in pensieri che parlano di rivoluzione e a immagini disegnate dalla danza. Le frasi recitate sono scritte su fogli appallottolati e piovuti sul palco dal buio e poi, casualmente colti, letti e depositati nell'attesa del pubblico che li accoglie come oracoli.
Lo spettacolo si conclude con un'ambigua rottura della quarta parete, in cui il danzatore, messaggero di aforismi, diventa un provocatore e interroga il pubblico, in un tentativo di meta-teatro, per trasmettere un messaggio, un invito a una rivoluzione in cui è assente il parametro della violenza e della cui scatola semantica resta solo l'intenzione di sovvertire o modificare un ordine e, in generale, il desiderio di cambiare. In quest'ultimo messaggio lo spettacolo Poetico - rivoluzionario incontra il proposito del Festival Le Anime della Chitarra, impegnato a promuovere, accanto alla musica, anche la poesia e la danza, tutte azioni che non provocano ferite nella consapevolezza di vivere in un luogo, geografico e mentale, privilegiato in cui è possibile parlare di pace, raccontarla danzando, sognarla suonando senza avere l'urgenza di costruire salvezza ma con l'unica responsabilità di nutrirla e custodirla.


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