LA REGGIA FA IL BIS: SUCCESSO E SOLD OUT ANCHE PER LA “TURANDOT”

di Anna Lasorella

Fotografie di Gigi Montali




Il secondo titolo del “Summer Reggia Opera Festival” nel giardino della Reggia di Colorno – la “Turandot” di Giacomo Puccini in occasione del centenario dalla prima rappresentazione – è stato un altro clamoroso successo per l’alta qualità artistica degli interpreti, per regia e allestimento, per il numeroso pubblico che ha assistito alla rappresentazione tributando lunghi e calorosi applausi. 

Il giovane tenore Lorenzo Papasodero, che già aveva dato prova nella “Cavalleria rusticana” del 25 giugno del suo talento, si è confermato, nel suo debutto per il ruolo di Calaf, un artista davvero degno di nota, dal timbro caldo e dall’acuto facile e generoso. Alla tanto attesa aria del “Nessun dorma” il pubblico non ha trattenuto l’applauso dopo uno straordinario “Vincerò”. 




Il soprano Cristina Ferri, dalla brillante carriera, ha debuttato il ruolo della principessa Turandot con grande maestria, una parte che richiede un canto dalla tessitura alta per la maggior parte dell’opera ed è quindi molto difficile tant’è che solitamente è un ruolo che si affronta nella maturità vocale. Puccini ha voluto assegnare a questo personaggio la “lama tagliente e glaciale” nella voce in modo da rispecchiare la personalità del personaggio della principessa di gelo in contrapposizione alla dolcezza di Liù, la schiava innamorata di Calaf. Il soprano georgiano Khatia Jikidze ha interpreto Liù ammaliando il pubblico con i suoi dolci filati, i tre ministri sono stati eccelsi per interpretazione vocale e scenica: il veterano nel ruolo di Ping era Marco Camastra, affiancato dai tenori Giacomo Leone (Pang) ed Enrico Iviglia (Pong), bravissimi e divertenti. Voce possente quella del basso mongolo Oyunchimeg KhurelBaatar nel ruolo di Timur così come il baritono Gastone Di Paola nel ruolo del Mandarino ed il tenore Alessandro Fiocchetti nel ruolo dell’imperatore.  

Una conferma il coro dell’Opera di Parma diretto dal M° Gregorio Pedrini, dell’orchestra “Cantieri d’arte” diretta con vigore dal M° Simone Maria Marziali. Le danzatrici della Compagnia ArpDance hanno contribuito con la bellezza delle coreografie di Annarita Possezzere a coronare l’impatto visivo tra multimedialità, danza, musica e canto, insieme a Simone Bodini (Pu-Tin-Pao, il boia). 




La regia di Eddy Lovaglio ha rispecchiato la tradizione della fiaba persiana che Puccini traspose a Pechino al tempo degli Imperatori delle dinastie Ming e Qing, l’impianto scenico imponente, il gioco di luci e di proiezioni, sono riusciti a ricreare l’atmosfera fiabesca con un mix tra il regno di ghiaccio di “Frozen” e la “Cina Imperiale”. 

Applausi e ovazioni hanno concluso la serata. Prossimo appuntamento del festival l’8 luglio con la danza classica: il Sofia City Ballet in un gala da non perdere. 

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