LA STATURA DELLA PALMA DI FRANCESCA DEL MORO E JARA MARZULLI

 

di Laura Bonelli


LUCIA_Il contrasto_olio su tela_30x30 cm_Jara Marzulli


Le volevano morte a tutti i costi. Quanto dettero fastidio agli uomini di potere le protomartiri cristiane! Non si fermarono nemmeno di fronte a segni divini e miracolosi, dovevano essere torturate e ammazzate, possibilmente nel modo più atroce possibile.

Quando apparve lo spirito del cristianesimo fu una lama potente che si conficcò nella terra. Separò e buttò all’aria il pensiero gerarchico e ordinato degli israeliti. Non più capretti sgozzati per ottenere favori da Dio, ma un Dio che si immola, torturato e offeso, venuto a comprare col sangue le anime umane.

La donna, che fino a quel momento, era solo strumento pratico per ottenere la discendenza e valeva quanto un capo di bestiame, diventò, all’improvviso pari rispetto all’uomo. Poteva scegliere se sposarsi o no, accompagnare in lunghi viaggi gli apostoli e i predicatori. Nelle comunità, se rimasta vedova, veniva protetta e sostenuta, non considerata una nullità perché non più fertile e senza marito.

Arriva dritto al cuore il progetto editoriale di SEED Selvatiche Edizioni, La statura della palma, libro di poesia scritto da Francesca Del Moro e accompagnato dagli splendidi dipinti di Jara Marzulli, dedicato proprio alle protomartiri cristiane.

Mi strapperete la lingua ma non dirà il vostro nome

né formerete dalla mia bocca sanguinante un bacio.

Mi piegherete le braccia, eppure non vi cingeranno.

Se mi tagliate le mani, non mieterete carezze.

Non è passione la fiamma che mi colora le guance

né è resa questo abbandono.

Non sarà varco allo spirito alcuna breccia nella carne.

Fate un misero bottino di cose senza valore

il mio tesoro è nascosto.

(da Agnese o della virtù preservata - La statura della palma)


La statura della palma - libro d'arte, 13 canti e quadri


La forza interiore di queste donne fu una immensa eco in tutta l’antichità, una spinta potente. I principi spirituali, non ancora organizzati in religione, erano più forti rispetto a qualunque potere, sia esso personale, come quello di maschi innamorati che non potevano avere l’oggetto del proprio desidero o derivante da alte cariche governative, incattivite per la sottile minaccia di perdere dei sudditi  a causa di un pensiero non violento e mansueto.

Il lavoro poetico di Francesca De Moro è profondo ed emozionante, scuote e obbliga a ripensarsi. In un clima attuale di massima confusione, sociale e concettuale, ricorda che la forza vera della donna è virago, ovvero tratta dall’uomo, nel senso più sostanziale. Eva fu tratta da Adamo perché lui non era in grado di vedersi, non era in grado di scorgere la grandezza del creato che aveva dentro di sé, quindi gli venne messa di fronte la madre di tutti i viventi, ovvero se stesso.

I quadri di Jara Marzulli completano in modo eccelso la poetica di questo libro: corpi e sguardi di donne che trasmettono qualità intime,  primordiali.

Un libro da leggere, osservare, rileggere, perché l’umanità ha davvero bisogno di ritrovare, o scoprire per la prima volta, le sue vere origini.

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