“Roma, guida errante nella bellezza nascosta” di Carlo Coronati
di Manuela Marchitelli
Tredici nuovi percorsi di parchi e periferia romana si srotolano lungo quartieri visti e rivisti ma mai conosciuti, e collegati in modo insolito da piccoli capillari ricchi di testimonianze storiche, artigianato ed edicole votive.
È il gusto della scoperta che si ritrova in “Roma, guida errante nella bellezza nascosta” (Edizioni Il Lupo) di Carlo Coronati. Un gioiello di carta patinata per esplorare una città che sembra non poter smettere di raccontare. È etnica, proletaria, combattente, cinematografica e all’improvviso silenziosa. E si capisce già dalla copertina che ritrae la Torre Righetti, poco frequentata, ma nota per le riprese del finale di Uccellacci e uccellini di Pasolini.
Nella presentazione del libro dello scorso 19 settembre - seguita a una passeggiata per Monteverde e le sue “scalette”, organizzata dall’associazione “Il Talento di Roma” - l’autore ha illustrato i criteri che l’hanno portato a tracciare questi incredibili cammini, alla scoperta del genius loci del territorio e della sua natura più autentica.
“Io scelgo tutte quelle strade, quei percorsi particolari dove magari c'è un piccolo monumentino, un'edicola, una “Madonnella”, oppure qualche vecchio artigiano...”
L'obiettivo non è coprire la distanza più breve tra due punti, ma arricchire il cammino attraverso vie secondarie e siti d'interesse; si veda il caso dell’itinerario n.9 “Da Piramide a Garbatella per la via insolita” dove si arriva da un rione all’altro tramite le Catacombe di San Callisto e le Fosse Ardeatine.
Le aree verdi costituiscono sempre almeno il 30 per cento del tragitto, per permettere di alternare le vivaci e chiacchierone zone urbane a momenti di silenzio in cui si possono apprezzare i polmoni verdi della capitale: dalla Caffarella al Parco di Tormarancia, dal Pineto, alla Valle dei Casali e all’Insugherata.
Gli itinerari hanno una durata variabile dalle 4 alle 6 ore (12-15 km) a piedi, ma possono anche essere attraversati in bicicletta. Sono tutti forniti di scheda tecnica, mappa, descrizione dettagliata del tracciato e raggiungibilità con i mezzi pubblici per raggiungere la partenza e il punto d’arrivo.
Le ultime 80 pagine sono dedicate ai murales. Un’arte liquida in continua evoluzione che permette veramente di leggere il territorio, non solo perché lo dipingono di colori e bellezza, ma perché ne accolgono le storie e da esse partono per trasformare un palazzo in opera d’arte. La street art del Trullo, per citarne una, prende le mosse dalle poesie che già erano state scritte sui suoi muri.
“Roma è un puzzle di sensazioni e percezioni anche e soprattutto nei luoghi dove domina il silenzio, il verde, i borghetti resistenti, la street art che colora, disorienta, alleggerisce.”


.jpeg)


Commenti
Posta un commento