CONFESSIONE RACCONTO sordità “Non sento la musica, ma l’ascolto dentro di me"


di Nene Ferrandi


Alla Bagley, Pianist

La musica scivolava nell’aria con la leggerezza dell’armonia sciogliendo i colori, le emozioni, le visioni in una struggente melanconia… a volte un sussulto, uno strappo improvviso di note, un ricordo rabbioso… a volte un doloroso sussurro dell’anima.

Una ragazza, una lunga treccia nera, un viso botticelliano, suonava senza stancarsi, dilatando il tempo fino all’oscurità della notte per una proibizione tassativa della madre, per un decoro acustico di cui non capiva le ragioni… E cercava di pacificare le ore del “Suo” silenzio nel torpore di un mondo che si abbandona al sonno. Il suo silenzio era vivo di inquietudini, di rimpianti, di rabbia che non sentiva ragioni, con un isolamento forzato che sembrava cancellare rapporti umani, ascolto della natura. Eppure il vento cantava la sua melodia, il mare sussurrava alla sabbia i misteri dell’oceano, gli uccelli attraversavano il cielo con voci spensierate… eppure la madre tentava di rompere quel silenzio con parole d’amore.

“Sordità improvvisa bilaterale profonda”, la diagnosi dei medici dopo la meningite devastante. 

“Avevo 15 anni, i sogni alla finestra ascoltando il tempo,  il Conservatorio con il pianoforte diventato un amico insostituibile e una famiglia con i gesti e i sorrisi di un affetto  senza limiti. L’abisso del silenzio, quel silenzio eterno e l’assenza delle voci, dei rumori era un incubo ininterrotto. Anche la musica scomparve e il nulla sembrava divorare la volontà, i sentimenti, la vita stessa.  “Che cosa vado a fare al Conservatorio, a scuola?” mi chiedevo negandomi contatti sociali, semplici passeggiate. Quel silenzio era un mostro che mi persuadeva ogni giorno “Nessuno ti vuole bene. Sei sola e isolata” Il silenzio non ha luce, ma il profumo delle rose ancora mi illudeva di vivere e le guardavo con una tenerezza totalizzante imporre sicure la loro bellezza, nei vasi, simboli silenziosi, allora, della vita”

Il respiro dell’alba, i colori del giorno chiedevano “Perché?” e la solitudine esasperava i graffi dell’anima sempre più laceranti. Difficile accettare e reagire in quella situazione irrazionale, ma come una folle magia si verificò l’intervento delle amiche, compagne di studi al Conservatorio. Esplosero l’allegria, la risata, la battuta ironica, la giovinezza e Sara si sentì coinvolta partecipe ancora come allora, come è opportuno che sia a vent’anni. 

“Venivano spesso a trovarmi, ma la gioia durava un pomeriggio, poi l’incomunicabilità con gli estranei era una lacerazione viva. Non so ripetere come o quando, ma cercai di leggere il labiale, poi mi aiutavo con la scrittura chiedendo risposte scritte… mi aiutavano nella comprensione i gesti, la mobilità del viso, la disponibilità dell’altro. “Si può fare”, mi sono detta e con nuove difficoltà aprii il cuore. Guardavo il pianoforte, un oggetto inutile, ingombrante, testimone di dolcezze infinite, origine di gioia. Non osavo suonare e non sentire la musica adorata. Il mio silenzio era un muro invalicabile

Voci, idee, racconti di vita attraversavano pomeriggi interi in quella casa, dove Sara aveva trovato un metodo per comunicare, ma ancora aveva un istinto di vergogna con gli estranei. E venne quel giorno in cui, quasi una costrizione, con uno spartito di Chopin, sfiorò i tasti del pianoforte e poi, sempre più sicura, suonò con struggente melanconia. Lacrime di emozione, abbracci, applausi e Sara chiedeva “Ma voi, allora, mi volete bene?”?

“Ritornai al Conservatorio e con l’aiuto dei testi, seguivo le lezioni e suonavo, sì suonavo con gli altri studenti, un respiro sospeso  in attesa dell’approvazione. Anche oggi non sento la musica, ma l’ascolto nell’anima, nel ricordo dentro di me con le sfumature del sole e della notte. Ho scoperto un nuovo mondo che quel silenzio non può rubare e suono con la voracità della fame, con la consapevolezza di una sensibilità rara”.

E Sara sarà concertista solista nel Concerto che premia i cinque studenti meritevoli del Conservatorio. Suonerà Chopin.

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