Torneranno i prati: un festival del cinema che ricongiunge gli individui alla natura

 di Manuela Marchitelli 



In una Roma che boccheggia, inginocchiata davanti a condizionatori-vitello d’oro, una nuova area verde si è resa disponibile ad accogliere una rassegna cinematografica all’aperto: la Cartiera Latina del Parco Regionale dell’Appia Antica. La manifestazione “Arena Cinema - Torneranno i prati” si svolge dal 17 al 30 luglio e prevede dodici serate gratuite di film d’autore, concerti, laboratori e incontri di approfondimento storico-cinematografico. Ieri, l’appuntamento d’apertura. 



L’ingresso in Cartiera è stato silenzioso, attraverso piccole costruzioni cubiche color sabbia con porte in metallo scuro. Sul lato destro, oltre la ringhiera, nascosto da vegetazione e canneti, scorre l’Almone. 

Le ciminiere in bronzo rossastro della fabbrica degli anni Venti, unite ai resti dell’Appia Antica, creano un effetto “mondo perduto” che ricorda vagamente la Centrale Montemartini sull’Ostiense. Qui, però, si è immersi nel verde e sembra di attraversare una città incantata o un set cinematografico.



Alle nove, gli ospiti si sono accomodati sulla gradinata di tufo dell’anfiteatro e un volontario è passato a distribuire cuscini per la seduta. Il sole è calato dietro gli alberi e il maxischermo s’è illuminato del primo capolavoro della rassegna di Ermanno Olmi, “Torneranno i prati”, che dà il titolo al festival. Grazie allo stile tipico del regista lombardo e all’ambientazione suggestiva, il pubblico ha vissuto un’esperienza immersiva. Infatti, quando, verso le dieci meno un quarto, nel cielo cobalto, sono spuntate le prime stelle, tutte le luci dell’edificio sono state spente. Così, i verdi, i beige e le ruggini del giorno si sono sciolti in macchie scure, in disarmante sintonia con i toni desaturati della pellicola. Fortissimo, il contrasto tra il paesaggio innevato delle montagne nella storia di Olmi e il frullio di ventagli romani alla ricerca di refrigerio. Esplosioni e silenzi drammatici si sono inseguiti nel documento di guerra. Ma proprio in quei silenzi si è inserita la voce frizzante del fiume a ricordare che la vita non si ferma e si rigenera.



 

Per i romani si è creata un’altra opportunità di uscire, di trascorrere serate di qualità e di rifocillarsi in una piccola oasi. E nei prossimi giorni promette di animarsi di colori, profumi e nuove voci. Praticamente un film nel film tutto da scoprire.

        

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