IL GIARDINO DI AMELIA
di Bruno Pompili Marcel Janco, Capra (1950) C’è voluto tempo per non confondere il buio della notte con lo scuro delle nuvole da tempesta, insolitamente da nord-ovest, che si raccoglievano nel primo pomeriggio ormai da tre settimane, e non era piovuto una sola volta se non due gocce. Poi, lentamente, il buio è il buio. E la siccità invernale, gelida e paralizzante, rinsecchiva le mammelle delle capre: a questo non eravamo abituate nel nostro paese; se ne era sentito parlare da un passante, ma veniva da un’isola vicina, dove c’erano sempre fenomeni curiosi come strane erano lì le persone, e così non ci avevamo fatto caso. Il buio non è sempre uniforme, perché l’occhio induce luminescenze, che non sono i fosfeni di cui può parlare il dottore degli occhi. Aveva la forma di una capra, quella molto vaga luminescenza che sbandava e si riformava dietro lo steccato degli attrezzi grandi. Non ci facevo caso fino a quando sembrò bloccarsi e guardare verso la mia finestra semiaperta: per is...





